
Il transito intestinale è stato, per molto tempo, una preoccupazione quotidiana, a tal punto che il
"Come va?", il "Comment allez vous?" o il " Wie geheen sie?" significava "Come va... a feci??
Dall'irruzione della morale sessuale e borghese del XIX secolo ("Non si parla di quelle cose...!") tali espressioni sono rimaste, anche se il senso si è dimenticato!
Esiste anche un timore della costipazione chiamato "Apopatodiafulatofobia" (Uff!)!
In realtà vi sono diversi tipi di costipazione, in funzione della loro origine.
1) Le costipazioni funzionali:
2) Le costipazioni organiche
Dipenderà dalla natura della costipazione.
Se si tratta di una costipazione organica bisognerà considerare un trattamento eziologico (o causale) praticato da un Naturoterapeuta, che sia o meno un medico.
Se si tratta di una costipazione funzionale, bisognerà conformarsi ad uno stile di vita adeguato:
In tutti i casi presentati si potrà far ricorso a...
Laboratoire AROMADENT
Per quanto riguarda i bambini, le feci dei bambini allattati al seno sono più molli o liquide (salvo allergie al latte "maternizzato", ma in realtà latte vaccino!). L'evacuazione avviene dopo ogni poppata per stabilizzarsi, in seguito, a 3-4 evacuazioni al giorno, fino ad un'evacuazione ogni 2-3 giorni.
Negli anziani o negli invalidi, il transito è sovente difficoltoso. La terapia dipenderà dal caso e potrà comportare dei lavaggi (43°) con l'aiuto di olio di oliva e paraffina.
In tutti i casi, la cura di prugne secche dezuccherate sarà un aiuto prezioso!
Cura costante delle prugne secche dezuccherate
Tecnica di separazione ed eliminazione degli zuccheri: i frutti incisi col coltello per tutta la lunghezza, fino al nocciolo, sono messi a bagno in acqua fredda ventiquattro ore prima. Se si hanno delle prugne troppo zuccherate o troppo secche, si possono anche incidere lungo la circonferenza. Quindi sono messe a cuocere in molta acqua (una pentola di 6 litri per un Kg di frutti) per tre o quattro ore, a seconda che sia più o meno facile estrarre lo zucchero ( questo varia ogni anno). Le prugne devono bollire e ogni mezz'ora si butterà l'acqua di cottura e la si sostituirà con un eguale volume di acqua tiepida, messa a scaldare a parte. Si può evitare che si formi una poltiglia non agitando violentemente i frutti durante la manipolazione mentre si cambia l'acqua. Alla fine si devono ottenere delle prugne secche quasi insipide che galleggiano in un'acqua incolore. Se l'estrazione è insufficiente, si potrebbero notare degli episodi di pletora: coriza sanguinolenta, congestione e sensibilità del fegato nei soggetti predisposti. Tuttavia, l'estrazione dello zucchero, potrà essere un po' meno spinta nel corso degli anni con una debole intensità solare ed anche secondo le esigenze del gusto dei malati.
Istruzioni per l'uso: non si consumano mai le prugne asciutte, ma si bagnano ancora nella loro ultima acqua di cottura. L'ammalato può prenderle secondo il suo gusto, fredde o tiepide. Generalmente è preferibile assumerle tiepide, soprattutto d'inverno.
Si mangiano all'inizio dei pasti principali, col cucchiaio, senza bere acqua.
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